Flautulenza: le cause

Disturbo molto comune a qualunque età, la flatulenza può avere molte cause, nella maggioranza dei casi non legate a malattie. Le principali riguardano l'alimentazione, in termini di cibi scelti e comportamenti mentre si mangia. Comprenderne l'origine aiuta a individuare rimedi appropriati per migliorare il benessere gastrointestinale.

Flautulenza

Di flatulenza, ossia di eccessiva produzione e fuoriuscita di gas intestinali, soffrono in molti, ma ne parlano in pochi. Anche con il medico. Sia perché, in generale, la flatulenza è considerata un fastidio non legato a patologie serie, privo di conseguenze per la salute e non meritevole di essere approfondito con visite ed esami, sia per semplice "pudore".

Benché si tratti di un fenomeno del tutto naturale, infatti, come e più di altri segnali inviati dal nostro intestino, la produzione di gas intestinali e la loro liberazione sono percepite come qualcosa di sgradevole, di cui vergognarsi, da nascondere, dissimulare o "negare". Quanto meno nei Paesi occidentali.

E non c'è niente di più sbagliato, perché il disturbo, in modo occasionale o persistente, può riguardare chiunque e chiedere il consiglio del medico o del farmacista su come contrastarlo attraverso opportune scelte alimentari, prodotti probiotici o farmaci può aiutare a ridurre notevolmente il disagio, migliorare il benessere gastrointestinale e psicologico e far sentire più sereni nelle relazioni interpersonali.

Cause della flatulenza

La flatulenza è la fisiologica conseguenza della produzione di gas intestinali da parte della flora batterica residente, ossia dell'insieme dei microrganismi naturalmente presenti nell'intestino (microbiota) che contribuiscono alle fasi finali della digestione e a migliorare l'assorbimento dei principi nutritivi contenuti nei cibi e nelle bevande.

I batteri completano i processi digestivi attraverso la fermentazione dei carboidrati e delle fibre presenti in frutta, verdura e cereali. Il cattivo odore dei gas intestinali emessi dipende principalmente dalla presenza di zolfo nel cibo ingerito e dalla conseguente produzione, più o meno consistente, di solfuro di idrogeno.

La quantità dei gas intestinali è fortemente influenzata dalle caratteristiche della dieta, ma anche dall'efficienza della funzionalità gastrointestinale (in particolare, la produzione di gas aumenta in caso di stitichezza o diarrea), dalla composizione della flora intestinale, dallo stress, dal livello degli ormoni (soprattutto nelle donne), dalla presenza di un'intolleranza alimentare (per esempio, al lattosio) o di patologie come la celiachia, la colite, la sindrome del colon irritabile o le malattie infiammatorie croniche intestinali, nonché da eventuali integratori alimentari o farmaci assunti per il trattamento di altre patologie.

Mediamente, l'intestino di una persona che non soffre di un disturbo gastrointestinale contiene meno di 200 ml di gas, corrispondenti grossomodo al volume di un tetrapack di succo di frutta monodose: ben poca cosa. Tuttavia, se l'alimentazione è ricca di fibre vegetali o di carboidrati che promuovono la fermentazione da parte dei batteri intestinali, la quantità di gas prodotta può triplicare o quadruplicare. Per esempio, se si inseriscono nella dieta abituale 200 g di fagioli al giorno (una porzione media di prodotto cotto), il volume dei gas intestinali può arrivare a 600-700 ml. E si può iniziare a sentire qualche sintomo fastidioso.

Oltre che dalla fermentazione batterica, l'eccessiva presenza di gas nell'intestino può dipendere o essere aggravata dall'ingestione inconsapevole di aria durante la masticazione e la deglutizione degli alimenti (aerofagia), soprattutto a causa dell'abitudine di mangiare e bere in fretta, mentre si parla o si è distratti da altre occupazioni, e di masticare in modo sommario, senza sminuzzare bene il cibo in bocca.

Una fonte di gas intestinali è anche il sangue. Ma in questo caso, lo scambio è bidirezionale, nel senso che i gas possono spostarsi dal sangue al canale intestinale oppure in direzione opposta, dall'intestino al torrente circolatorio. Ciò spiega perché non tutta l'aria presente nella pancia viene liberata all'esterno.

Sintomi della flatulenza

Il sintomo chiave della flatulenza, ben noto e inequivocabile, consiste nell'involontaria e inevitabile emissione di gas intestinali. Anche se questo fenomeno può creare imbarazzo, soprattutto in situazioni sociali o in contesti lavorativi, non deve sempre essere considerato un disturbo da contrastare perché, come detto, l'intestino produce naturalmente gas che devono essere altrettanto naturalmente eliminati.

La flatulenza diventa un problema, e si devono prevedere interventi per attenuarla, soltanto quando l'emissione di gas intestinali è oggettivamente eccessiva ed è accompagnata da una riduzione del benessere gastrointestinale, che può riguardare anche lo stomaco, il processo digestivo o il transito intestinale.

Molto spesso, la flatulenza è associata a un altro disturbo digestivo molto comune: il meteorismo, ovvero la presenza di eccessive quantità di "aria" nell'intestino e la conseguente sensazione di pancia gonfia e distensione addominale nelle 2-4 ore successive ai pasti; quando il gonfiore è significativo, possono manifestarsi anche crampi e dolori addominali.

In alcuni casi, quando flatulenza e meteorismo sono severi e hanno alla loro base anche una significativa aerofagia, chi ne soffre può presentare anche reflusso gastroesofageo mentre, di contro, chi soffre di reflusso gastroesofageo può presentare meteorismo e flatulenza a causa di una digestione globalmente poco efficiente.

In considerazione delle numerose patologie che possono avere la flatulenza tra le loro manifestazioni, in tutti i casi in cui il gonfiore addominale e l'emissione di gas intestinali siano francamente eccessivi è importante sottoporsi a una visita medica ed eventualmente ad alcuni esami di laboratorio o strumentali (compresa la poco amata, ma preziosa, endoscopia digestiva) per ottenere una diagnosi precisa e intraprendere un trattamento appropriato.

Come prevenire la flatulenza

Come molti altri disturbi digestivi, la flatulenza si previene soprattutto a tavola, attraverso una dieta sana e bilanciata, rispettando ogni giorno gli orari dei pasti, mangiando con calma, in un ambiente tranquillo, masticando bene il cibo (la digestione inizia in bocca!) e facendo attenzione a evitare o ridurre il consumo degli alimenti soggettivamente mal tollerati o che, in generale, tendono a promuovere la produzione di gas intestinali.

Tra i cibi a maggior rischio di causare flatulenza ci sono:

  • tutti i legumi (fagioli, piselli, lenticchie, ceci ecc.)
  • gli alimenti ricchi di grassi (in particolare, di origine animale, come formaggi, creme, gelati, carni e insaccati grassi)
  • le uova
  • verdure come cavolo, cavolfiore, cavoletti di Bruxelles, cipolle, scalogno, porro, aglio e asparagi, ma anche patate e funghi
  • la frutta matura o molto dolce (uva, fichi, banane, prugne, albicocche).

Tra le bevande, ad accentuare il gonfiore allo stomaco e all'intestino sono soprattutto quelle gassate e zuccherate: le bollicine introducono anidride carbonica in eccesso nel canale digestivo, favorendo anche eruttazioni e reflusso gastroesofageo in persone predisposte; l'eccesso di zuccheri semplici causa un picco di fermentazione da parte della flora batterica intestinale con relativa produzione di gas. Questo secondo effetto può essere marcato anche in caso di succhi di frutta industriali. Nel caso della birra, oltre a bollicine e zuccheri, anche il lievito può essere una causa di gonfiore addominale e flatulenza.

Altri alimenti possono causare problemi soprattutto se si è soggettivamente sensibili: è il caso dei comuni latticini se si è intolleranti lattosio o dei cereali se si è intolleranti al glutine. Anche in assenza di intolleranza al lattosio (legata alla scarsità o mancanza dell'enzima intestinale che deve digerire questo zucchero), il latte può comunque dare qualche problema di meteorismo e gonfiore, specie se fresco e intero (a causa dei batteri lattici e dei grassi presenti).

Ciascuno può capire abbastanza facilmente se un cibo sollecita troppo la fermentazione nell'intestino prestando attenzione alle proprie reazioni gastrointestinali nelle ore successive al suo consumo e confrontandole con quelle del giorno precedente o dei successivi, in cui lo stesso alimento non viene assunto.

Questa ricerca è un po' più complessa quando a promuovere la flatulenza non è un alimento ben riconoscibile, ma un additivo alimentare, come lievito naturale o di sintesi, zuccheri aggiunti (lattosio, fruttosio ecc.) o dolcificanti artificiali come sorbitolo, mannitolo, acesulfame (che possono causare anche turbolenze intestinali e diarrea se consumati in eccesso). Anche in questi casi, se si hanno sospetti, si può provare a sospendere l'assunzione degli alimenti a rischio per alcuni giorni e vedere se la situazione migliora.

In tutti i casi, prima di escludere singoli cibi o gruppi di alimenti dalla dieta è importante consultare il medico per verificare che queste privazioni siano effettivamente utili e, se necessario, per impostare con il suo aiuto un regime alimentare bilanciato che permetta di mantenersi in salute e con buona forma fisica.

Rimedi per la flatulenza

Se, nonostante gli accorgimenti alimentari indicati, i sintomi della flatulenza persistono, ma non ci sono ragioni per ritenere che ciò dipenda da una malattia gastrointestinale, per ridurre il disagio e migliorare la digestione nel suo complesso si possono utilizzare farmaci da banco (OTC) con attività procinetica e antimeteorica.

Questi prodotti, acquistabili in qualunque farmacia senza ricetta medica, possono essere assunti al bisogno quando i sintomi si presentano o peggiorano, per esempio a causa dello stress, di periodi di dieta disordinata o dopo "pasti a rischio", perché troppo abbondanti, troppo ricchi di zuccheri e grassi o comprendenti cibi mal tollerati.

Il beneficio che i farmaci procinetici e antimeteorica riescono a offrire contro il gonfiore gastrointestinale e la flatulenza dipende dalla loro capacità di accelerare il transito del cibo attraverso lo stomaco, e di compattare la massa di gas, riducendone la permanenza nell’intestino e diminuendo gli episodi di flatulenza.

Il deflusso più rapido degli alimenti dallo stomaco verso l'intestino aiuta a ridurre anche il gonfiore gastrico e le frequenti eruttazioni: due fastidi che spesso sono presenti in aggiunta a meteorismo e flatulenza in chi soffre di dispepsia o dopo occasionali pasti troppo pesanti da digerire. Soprattutto in questi casi, l'attività antiacida è un importante complemento dei rimedi per la flatulenza perché permette di limitare i dolori allo stomaco e il bruciore retrosternale dovuto al reflusso acido.

Tra i farmaci da banco di questo tipo reperibili in farmacia, ci sono bustine di granulato effervescente a base di dimeticone (dall'effetto "antischiuma"), metoclopramide (principio attivo procinetico con anche attività anti-nausea) e composti antiacidi come il carbonato di calcio e il carbonato di magnesio (che neutralizzano in tempo reale gli acidi gastrici in eccesso, trasformandoli in acqua e altre sostanze naturali).

Altri rimedi per la flatulenza e il meteorismo comprendono:

  • i probiotici (che permettono di riequilibrare la flora batterica, prevenendo un'eccessiva produzione di gas)
  • il carbone vegetale, il cui uso prolungato può però causare stitichezza.
  • lo zenzero fresco o candito da masticare
  • le tisane a base di finocchio, anice, salvia o zenzero, da bere prima o dopo i pasti.
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