Gastrite: sintomi, rimedi e cura

Bruciore di stomaco, crampi, dolore addominale, a volte anche una lieve nausea. Se la causa della gastrite è nota e il fastidio occasionale, un rimedio sintomatico al bisogno può bastare. Ma, se il disturbo è intenso o si ripresenta spesso, meglio interpellare il medico.

Gastrite, cause, sintomi, rimedi e cura

Come tutti i vocaboli medici che finiscono in "ite", gastrite è un termine generale che si riferisce a una condizione di infiammazione che, in questo caso, è a carico della mucosa gastrica che riveste le pareti dello stomaco. L'infiammazione può insorgere in modo improvviso, dando luogo a un malessere gastrico di una certa intensità, ma di durata limitata nel tempo (gastrite acuta), oppure svilupparsi gradualmente, in modo più subdolo e meno evidente, ma persistendo poi come disturbo costante (gastrite cronica).

In entrambi i casi, specie se intenso, il malessere sperimentato non deve essere trascurato, ma sottoposto all'attenzione del medico, sia per evitare di soffrire inutilmente sia perché, seppur in una minoranza di persone, l'insorgenza di bruciore allo stomaco, crampi e dolore addominale può essere la spia di una patologia più seria che può comportare rischi significativi per la salute generale.

I sintomi della gastrite

I sintomi caratteristici della gastrite comprendono bruciore di stomaco, dolore e crampi che possono peggiorare o migliorare mentre si mangia (in relazione ai cibi e alle bevande assunti, alla sensibilità individuale e alle cause della gastrite) e che possono essere accompagnati anche da inappetenza, sensazione di sazietà precoce, dispepsia, nausea e, in alcuni casi, da vomito.

Tuttavia, è anche possibile che un'infiammazione della mucosa dello stomaco sia presente senza dare alcun segno di sé o soltanto un fastidio molto vago e indefinito. Quando accade, la situazione non è necessariamente meno seria, ma, al contrario, può comportare rischi maggiori perché in assenza di segnali d'allarme e di una terapia appropriata il danno alle pareti dello stomaco può evolvere indisturbato, fino a causare lesioni significative e ulcera gastrica.

Per evitare problemi, è bene non sottovalutare nessun disturbo digestivo che tenda a perdurare nel tempo, anche se apparentemente modesto, e a segnalarlo al medico per una valutazione competente e gli approfondimenti del caso. Le principali indagini utili per arrivare alla diagnosi specifica comprendono alcuni esami del sangue, il test per l'Helicobacter pylori, la gastroscopia o l'endoscopia con videocapsula (per chi proprio non tollera l'inserimento del tubicino dell'endoscopio nel tubo digerente) e, in seconda battuta, l'ecografia addominale.

Le principali forme di gastrite

Anche se le manifestazioni sono tendenzialmente sovrapponibili nei vari casi, la gastrite può avere molte cause e presentarsi in molte forme.

La gastrite più comune è generalmente legata ad abitudini alimentari poco sane o all'assunzione di cibi soggettivamente poco tollerati a livello dello stomaco. Un'altra variante estremamente frequente è la "gastrite nervosa", ossia legata a stati d'ansia, stress, preoccupazioni o anche a un malessere psicologico molto intenso, come quello che segue una delusione d’amore o la perdita di una persona cara.

Ben noto e sperimentato da molti è, poi, il bruciore di stomaco che può insorgere quando si devono assumere, per periodi più o meno prolungati, farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) o altri medicinali che possono danneggiare le pareti dello stomaco direttamente o indirettamente (ossia anche quando non sono assunti per bocca). Tra questi vanno ricordati alcuni antibiotici (penicillina, tetracicline, doxiciclina, clindamicina ecc.), i bisfosfonati (usati per la cura dell'osteoporosi), molti antitumorali (chemioterapici classici e immunoterapie di nuova generazione), alcuni farmaci contro la pressione alta (sartani) e vari agenti immunosoppressivi (necessari per il trattamento di malattie autoimmuni e dopo trapianto d'organo).

Possono irritare notevolmente la mucosa gastrica, fino a determinare vere e proprie lesioni, anche integratori nutrizionali a base di ferro e cloruro di potassio ad alto dosaggio assunti per bocca rispettivamente per compensare severe anemie da deficit di ferro e condizioni di ipotassemia rischiose per la funzionalità del cuore.

Più diffuse di quanto si possa immaginare sono, poi, le gastriti causate da infezioni di batteri e virus, in particolare da Helicobacter pylori, microrganismo responsabile, o comunque coinvolto nell'insorgenza della maggioranza dei casi di malattia da reflusso gastroesofageo e ulcera gastrica.

Un’altra forma di gastrite di origine infettiva, che colpisce spesso persone giovani, è quella determinata dall'Epstein Barr Virus (EBV), lo stesso microrganismo responsabile della mononucleosi o "malattia del bacio". Una gastrite infettiva, decisamente più rara, è invece quella che può comparire in persone infettate dal Treponema pallidum, batterio responsabile della sifilide.

Una gastrite più o meno severa affligge anche chi soffre di malattia di Crohn o di altre malattie infiammatorie croniche intestinali (soprattutto dopo l'esecuzione di un intervento chirurgico a livello del tubo digerente) e, seppur rare, esistono anche forme autoimmuni di gastrite.

Rimedi contro la gastrite

Molti dei rimedi contro la gastrite "comune", non associata a malattie specifiche o disfunzioni sottostanti, sono di tipo preventivo più che curativo e consistono in una serie di cambiamenti delle abitudini alimentari e dello stile di vita, cui si aggiungono alcuni rimedi naturali, utili sia per evitare sia per attenuare il mal di stomaco.

Sul fronte dell'alimentazione, per chi soffre di gastrite o sa di avere lo stomaco un po' troppo "sensibile", il primo consiglio è evitare tutti i cibi e le bevande caratterizzate da un effetto irritante diretto sulle pareti dello stomaco o che stimolano in modo particolarmente marcato la secrezione di succhi gastrici, determinando condizioni di acidità eccessiva.

Tra questi, i principali cui prestare attenzione sono:

  • tutti i piatti speziati e piccanti (contenenti, per esempio, peperoncino, paprika, pepe, senape, rafano, ecc.)
  • alcune verdure particolarmente pesanti da digerire (soprattutto se crude, fermentate o sott'aceto) come cavoli, verze, crauti, rapanelli, cipolle, aglio, peperoni, cetrioli, pomodori
  • gli alimenti per loro natura molto salati (insaccati, patatine fritte, salatini ecc.)
  • i cibi ricchi di grassi, soprattutto se di origine animale e fritti (arrosti, sughi, salse, creme dolci e salate, polpette, frittelle ecc.).


Tra le bevande, le più dannose per la mucosa dello stomaco sono:

  • tutte quelle gassate, addizionate oltre che di anidride carbonica anche di acidificanti, coloranti, cola e caffeina
  • il caffè
  • gli energy drink
  • gli aperitivi, i cocktail e le bevande alcoliche in genere, vino e birra compresi
  • i tè freddi e i succhi di frutta industriali
  • le spremute e gli estratti di frutta e/o verdura eccessivamente acidi.


Gli effetti deleteri di questi liquidi per lo stomaco sono maggiori se vengono assunti a digiuno o in associazione ai cibi a rischio citati e se vengono bevuti a temperature estreme, ossia ghiacciati o molto caldi.

Un altro fattore importante per la prevenzione e la cura della gastrite è abbandonare il fumo, dal momento che la nicotina stimola la secrezione di acidi gastrici a stomaco vuoto e interferisce con il processo digestivo dopo i pasti, anche modificando la motilità generale del tubo digerente. In aggiunta, la nicotina peggiora notevolmente gli effetti negativi del caffè e delle bevande alcoliche, spesso assunti in concomitanza con l'accensione della sigaretta dai fumatori abituali.

Va ricordato, inoltre, che il fumo aumenta la probabilità di soffrire di disturbi respiratori acuti e cronici e, in particolare, di tosse che, a sua volta, contribuisce a disturbare la digestione e a favorire il reflusso dei succhi gastrici acidi dallo stomaco verso l'esofago, facilitando lo sviluppo di esofagite, oltre che di gastrite.

Un'avvertenza importante per tutti, ma soprattutto per chi ha la tendenza a sperimentare i sintomi dell'infiammazione gastrica, è prestare molta attenzione all'assunzione di farmaci mai provati in precedenza, anche se da banco, e di rimedi naturali di vario tipo per risolvere disturbi comuni di poco conto. Anche se generalmente sicuri e innocui per la maggioranza delle persone se utilizzati al dosaggio corretto per uno o pochi giorni, è sempre bene chiedere consiglio al medico prima di sperimentare un nuovo preparato, specie se si è anziani e/o si sta già assumendo una terapia farmacologica per la cura di un'altra patologia acuta o cronica.

Posto che ansia e stress giocano un ruolo di primo piano nell'insorgenza, nel mantenimento e nel peggioramento dei sintomi della cattiva digestione, che si soffra di gastrite nervosa o di altra natura, è sempre raccomandabile cercare di evitare di prendersela troppo per i piccoli o grandi inconvenienti che possono capitare nella vita quotidiana. Adottare un atteggiamento rilassato permetterà non soltanto di affrontare in modo più razionale il problema estemporaneo, trovando più rapidamente una soluzione adeguata, ma anche di evitare bruciore di stomaco e crampi a digiuno e dispepsia dopo i pasti.

Per favorire il rilassamento di mente e apparato digerente si può ricorrere anche ad alcuni semplici e rimedi naturali, come infusi e tisane a base di camomilla o malva, da assumere tiepide o calde, prima di coricarsi, dopo i pasti o in più occasioni durante la giornata (preferibilmente senza zucchero). Per un'azione protettiva e parzialmente riparativa della mucosa gastrica, invece, ci si può avvalere di bevande a base di estratti di aloe, dalle note proprietà idratanti, umettanti e rigenerative dei tessuti, chiaramente dimostrate in numerosi studi clinici.

Se il bruciore di stomaco è associato a gonfiore addominale, compare soprattutto dopo i pasti e può essere riferito più a una forma di dispepsia che a una vera e propria gastrite, può essere utile stimolare la digestione lenta masticando un po' di zenzero (poco) o assumendo tisane o infusi a base di finocchio e/o liquirizia (quest'ultima da evitare se si soffre di pressione alta, malattie cardiache, alterazioni della funzionalità dei reni o disturbi del drenaggio linfatico).

Come si cura la gastrite

La cura farmacologica della gastrite dipende, innanzitutto, dalla causa che l'ha determinata. Dal momento che il bruciore di stomaco e gli altri i sintomi classici della gastrite possono dipendere da condizioni funzionali e malattie molto diverse tra loro, per individuare il trattamento più appropriato in presenza di un malessere non chiaramente riferibile a fattori scatenanti noti si dovrebbe sempre consultare il medico e ottenere una diagnosi precisa.

A seconda dell'esito della valutazione, si potrà stabilire se per migliorare la situazione è sufficiente seguire i consigli alimentari e comportamentali già citati, aggiungendo farmaci sintomatici al bisogno, o se è necessario ricorrere a interventi più mirati e specifici.

Per attenuare i fastidi della gastrite acuta occasionale dovuta all'ingestione di cibi mal tollerati dalla mucosa gastrica, oltre a correggere eventuali errori della dieta, si possono assumere al bisogno farmaci antiacidi e procinetici che, attenuando l'acidità di stomaco e facilitandone lo svuotamento, rendono la digestione più rapida e "serena", riducendo anche l'eventuale gonfiore addominale. Solitamente è consigliato l’uso di farmaci antisecretori che riducono la produzione di acidi nello stomaco in maniera più sostanziale, come gli inibitori di pompa (PPI) o antiH2, che vanno assunti sotto controllo medico.

I farmaci sintomatici come i procinetici e gli antiacidi da usare al bisogno, sono solitamente medicinali da banco liberamente acquistabili in farmacia senza ricetta medica, ma ciò non significa che possano essere usati con leggerezza: per trarne i massimi benefici senza sperimentare effetti collaterali, questi rimedi vanno sempre impiegati rispettando le indicazioni di dosaggio e tempi di assunzione riportate sulle confezioni o consigliate dal medico.

Se, viceversa, all'origine della gastrite ci sono problematiche ben precise, le terapie da usare in prima battuta saranno diverse da caso a caso. Per esempio, se bruciore di stomaco e dolore sono dovuti all'infezione da Helicobacter pylori (spesso presente in chi soffre di dispepsia o malattia da reflusso gastroesofageo, MRGE) è necessaria una terapia con antibiotici in grado di eliminare il batterio dall'apparato digerente nell'arco di 7-14 giorni. In caso di MRGE o ulcera, invece, sarà indispensabile ricorrere a una terapia con antisecretori in grado di inibire la secrezione di succhi gastrici acidi in modo più marcato, che andranno assunti per almeno 4-8 settimane.

Un po' più problematica potrebbe essere la gestione di una gastrite indotta da farmaci antinfiammatori o da altri medicinali irritanti per le pareti dello stomaco, ma indispensabili per il trattamento di una patologia cronica severa. In questo caso, il medico dovrà valutare se è possibile ridurre il dosaggio o prevedere un'assunzione intermittente del farmaco a rischio (senza comprometterne l'efficacia), a cui sarà necessario abbinare sempre farmaci gastroprotettori, in grado di limitarne l'azione lesiva sulla mucosa gastrica.

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